Obiettivi
- Promuovere l'inclusività e l'accettazione
Sensibilizzare il pubblico sul tema dell’identità di genere, superando i pregiudizi e valorizzando la diversità come elemento centrale dell’unicità personale. - Stimolare una riflessione filosofica e sociale
Introdurre il concetto del “Velo di Maya” di Schopenhauer per comprendere il divario tra apparenza e realtà, favorendo una maggiore consapevolezza della complessità umana. - Educare al pensiero critico
Invitare gli spettatori, specialmente i giovani, a interrogarsi sugli stereotipi di genere imposti dalla società, offrendo strumenti per riconoscerli e superarli. - Valorizzare il lavoro collaborativo
Insegnare l’importanza della collaborazione e del lavoro di squadra, mostrando come un gruppo possa tradurre idee complesse in un messaggio universale. - Incoraggiare la creatività espressiva
Sviluppare la capacità di utilizzare strumenti narrativi, visivi e simbolici per comunicare emozioni e pensieri profondi in modo efficace e artistico. - Offrire uno strumento educativo e culturale
Proporre il cortometraggio come mezzo per affrontare temi di attualità nelle scuole e nelle comunità, stimolando dialoghi e discussioni costruttive.
Contenuti
Con il cortometraggio “Il velo di Maya”, gli studenti della classe 3Q dell’IIS Verona Trento di Messina affrontano un tema complesso e attuale: l’identità di genere. Ispirandosi al pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer e al suo concetto del “Velo di Maya”, il corto propone una riflessione profonda sul confine tra ciò che è visibile e ciò che resta nascosto, esplorando la dicotomia tra il genere biologico e l’identità emotiva e personale.
Un viaggio simbolico oltre il visibile
La narrazione si articola attorno al concetto del Velo di Maya, rappresentato come una metafora della società che spesso impone rigidi schemi e pregiudizi. Attraverso simbolismi evocativi – come gli occhiali, rappresentazione dei punti di vista imposti, e il velo bianco, che assume il significato di un “burqa sociale” – il cortometraggio racconta la lotta per il dis-velamento, ovvero la liberazione dagli stereotipi che oscurano la vera essenza dell’identità di genere.
La protagonista, interpretata da Aurora Pennestrì, incarna il coraggio di strappare il velo e affrontare la propria realtà interiore. Il percorso emotivo e simbolico culmina in un messaggio chiaro: l’identità di genere non deve essere ridotta a un binario “maschio o femmina”, ma celebrata come parte integrante della complessità e unicità di ogni persona.
Filosofia e emozione in un unico racconto
Il cortometraggio si ispira all’idea schopenhaueriana che il mondo sia “volontà e rappresentazione”, applicandola al tema dell’identità di genere. L’apparenza fenomenica del corpo, definita dal genere biologico, non deve vincolare o definire la sostanza intangibile dell’identità emotiva e relazionale. “Il velo di Maya” diventa così una denuncia sociale, ma anche un invito alla comprensione e all’accettazione di sé e degli altri.
Un progetto collettivo e creativo
Realizzato con l’impegno corale della classe 3Q, il cortometraggio ha visto la partecipazione di Aurora Pennestrì come protagonista e del resto della classe nelle scene di gruppo. La sceneggiatura e lo storyboard sono stati curati da Alice Cacciola e Irene Cordima, mentre la regia e il montaggio sono stati affidati alla Prof.ssa Marzia Vaccino, che ha saputo tradurre in immagini il pensiero profondo e sfaccettato della classe.
L’importanza di vedere oltre
“Il velo di Maya” non è solo un cortometraggio, ma un invito a guardare oltre ciò che appare e a focalizzarsi sull’essenza di ogni individuo. Con una durata di 3 minuti e 30 secondi, il corto riesce a trasmettere emozioni potenti e a stimolare riflessioni su una tematica cruciale per la nostra società.
Gli studenti dell’IIS Verona Trento dimostrano ancora una volta che il cinema può essere uno strumento educativo e culturale, capace di sensibilizzare e aprire nuove prospettive su temi importanti. Con “Il velo di Maya”, ci ricordano che l’unico modo per creare una società inclusiva è accettare la diversità e abbattere i pregiudizi, riconoscendo l’umanità condivisa che ci rende tutti uguali e unici allo stesso tempo