Il torneo Zero Robotics organizzato dal MIT (Istituto di tecnologia del Massachussets), dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dal Politecnico di Torino continua. Trenta le alleanze europee e statunitensi , costituite da tre squadre ciascuna, che si sono confrontate nei numerosi matches conclusisi nella notte tra l’uno e il due dicembre. Nella classifica intercontinentale, l’alleanza Crab-Androids-Wall-e, dei team dell’ IIS Verona Trento , del Liceo Cecioni di Livorno e dell’RSG Broklede Olanda, si è piazzata al secondo posto.
La squadra Wall-e del Verona Trento, costituita da dieci alunni delle classi quarte della specializzazione informatica e capitanata dalla professoressa Eliana Bottari e dal professore Giovanni Rizzo, insieme alle squadre dell’alleanza, ha prodotto il programma in linguaggio C++ per governare i micro satelliti spaziali SPHERES nell’ambiente simulato . Durante le finali, che si svolgeranno il 17 gennaio nella sede ESTEC (European Space Research and Technology Centre) dell’Ente Spaziale Europeo a Noordwijk (Olanda), le alleanze potranno vedere in diretta il loro software governare gli SPHERES reali nella stazione spaziale internazionale (IIS).
Il torneo internazionale ha avuto una considerevole partecipazione di scuole italiane con eccellenti piazzamenti nella classifica delle semifinaliste: ben tre alleanze italo-europee nei primi quattro posti. Solo le prime sei alleanze sulle dodici selezionate arrivano in finale con 11 scuole italiane su 18.
Iniziando alla fine di maggio, le squadre hanno affrontato varie fasi di difficoltà crescente: prima in 2D, poi in 3D fino alle semifinali in alleanza che hanno permesso agli studenti di collaborare e confrontarsi con colleghi di scuole e nazionalità diverse.
COSMOSpheres (Critical Operation to Save Mankind from Obliteration), era incentrato sulla simulazione di difesa contro una cometa diretta verso la Terra. I partecipanti programmavano satelliti SPHERES per deviare il percorso della cometa utilizzando due metodi principali: attrazione gravitazionale e repulsione laser. I satelliti potevano raccogliere detriti spaziali per aumentare la loro massa oppure rifornirsi di laser per eseguire la repulsione. L’obiettivo finale era testare strategie per proteggere la Terra da una potenziale minaccia cometaria






